Il termine 'trascendentale' indica nella filosofia kantiana:
gli elementi oggettivi della conoscenza.
gli elementi soggettivi della conoscenza.
gli elementi a priori che rendono possibile la conoscenza.
i giudizi sintetici a priori.
La parte della Critica della ragion pura in cui Kant studia la sensibilità si chiama:
estetica trascendentale.
analitica trascendentale.
dialettica trascendentale.
critica del giudizio.
La parte della Critica della ragion pura in cui Kant studia il tentativo della ragione di accedere a conoscenze assolute si chiama:
estetica trascendentale.
analitica trascendentale.
dialettica trascendentale.
critica del giudizio.
La parte della Critica della ragion pura in cui Kant studia l'intelletto si chiama:
estetica trascendentale.
analitica trascendentale.
dialettica trascendentale.
critica del giudizio.
Nell'estetica trascendentale Kant espone la sua teoria:
dell'essere in quanto essere.
delle categorie.
dello spazio e del tempo.
delle idee della ragione.
Nell'analitica trascendentale Kant espone la sua teoria:
dell'essere in quanto essere.
delle categorie.
dello spazio e del tempo.
delle idee della ragione.
Nella dialettica trascendentale Kant espone la sua teoria:
dell'essere in quanto essere.
delle categorie.
dello spazio e del tempo.
delle idee della ragione.
Nella filosofia kantiana Anima, Mondo, Dio, sono:
concetti empirici.
concetti puri.
intuizioni pure.
idee della ragione.
Nella filosofia kantiana spazio e tempo sono:
concetti empirici.
concetti puri.
intuizioni pure.
idee della ragione.
Nella filosofia kantiana sostanza, causa ed effetto, possibilità, necessità, sono:
concetti empirici.
concetti puri.
intuizioni pure.
idee della ragione.
La capacità di ricevere rappresentazioni, mediante il modo in cui siamo affetti dagli oggetti si chiama per Kant:
sensibilità.
intelletto.
immaginazione.
ragione.
I concetti secondo Kant ci provengono:
dalla sensibilità.
dall'intelletto.
dall'immaginazione.
dalla ragione.
Secondo Kant lo spazio è:
un concetto empirico, derivato dall'esperienza.
una proprietà delle cose in sé.
la forma a priori di tutti i fenomeni del senso esterno.
l'idea risultante dall'ordine delle coesistenze.
Secondo Kant il tempo è:
un concetto empirico, derivato dall'esperienza.
una proprietà delle cose in sé.
la forma a priori di tutti i fenomeni.
l'idea risultante dall'ordine delle successioni.
Per Kant la rappresentazione necessaria che si trova a fondamento di tutte le intuizioni è:
lo spazio.
il tempo.
la sostanza.
l'anima.
Il termine 'antinomia' significa in Kant:
un'argomentazione logicamente errata.
un'argomentazione inconcludente.
la contraddizione tra due proposizioni entrambe dimostrabili.
un tipo particolare di sillogismo.
Secondo Kant il tentativo di elaborare una fisica razionale:
si basa su di un paralogismo.
genera delle antinomie.
è inconcludente.
è del tutto legittimo.
Per Kant, ogni conoscenza che si occupa del nostro modo di conoscere gli oggetti in quanto deve essere possibile a priori, si dice:
empirica.
trascendentale.
logica.
soggettiva.
Secondo Kant, ogni nostra conoscenza ha come oggetto:
i fenomeni.
le nostre idee.
la realtà in sé.
noi stessi.
Kant deriva i tipi di categoria:
dalle intuizioni pure.
dalle categorie aristoteliche.
dalla realtà in sé.
dai tipi di giudizio.
Per “Io penso” Kant intende:
l'identità soggettiva permanente di di cui ciascuno ha esperienza.
l'unità formale dell'autocoscienza, che rende possibile la sintesi del molteplice operata dal giudizio.
la facoltà che rende tra loro omogenei il molteplice sensibile dell'intuizione e l'universalità e necessità delle categorie.
la facoltà del pensare, ossia la ragione stessa nella sua tensione a trascendere la sfera della conoscenza empirica.
Delle idee della ragione l'uomo può legittimamente fare un uso:
empirico.
logico.
regolativo.
costitutivo.
Con la deduzione trascendentale dei concetti puri Kant intende:
giustificare la legittimità dell'applicazione delle categorie ai contenuti dell'esperienza.
derivare le categorie dai primi principi della conoscenza.
dimostrare che le categorie devono essere proprio quelle e non altre.
dimostrare la connessione necessaria delle categorie con i concetti dell'intelletto.
Per Kant la realtà in sé è:
pensabile e conoscibile.
non pensabile, ma conoscibile.
pensabile, ma non conoscibile.
né pensabile, né conoscibile.
Secondo Kant il tentativo di elaborare una psicologia razionale:
si basa su di un paralogismo.
genera delle antinomie.
è inconcludente.
è del tutto legittimo.
Secondo Kant il tentativo di elaborare una teologia razionale:
si basa su di un paralogismo.
genera delle antinomie.
è inconcludente.
è logicamente fondato.
Secondo Kant il tentativo di elaborare una cosmologia razionale:
si basa su di un paralogismo.
genera delle antinomie.
è inconcludente.
è pienamente legittimo.
Secondo Kant le leggi universali della natura sono:
il risultato di un processo induttivo basato sull'esperienza.
il risultato di un processo deduttivo basato sulle idee della ragione.
il risultato della proiezione sul mondo fisico dei principi della conoscenza umana.
inconoscibili.
Per quanto concerne la dimostrazione dell'esistenza di Dio, Kant riconosce la validità:
della prova ontologica.
della prova cosmologica.
della prova fisico-teologica.
di nessuna prova.
Con il termine “dialettica” Kant indica:
lo stadio più elevato della conoscenza, in cui la ragione attinge nozioni assolute.
la parte più astratta della logica, in cui non ci si può basare sull'esperienza.
la logica dell'illusione, in cui la ragione cade quando vuole attingere nozioni assolute.
quella parte della filosofia che prima si chiamava metafisica.
Per “Io empirico” Kant intende:
l'identità soggettiva permanente di cui ciascuno ha esperienza.
l'unità formale dell'autocoscienza, che rende possibile la sintesi del molteplice operata dal giudizio.
la facoltà che rende tra loro omogenei il molteplice sensibile dell'intuizione e l'universalità e necessità delle categorie.
la facoltà del pensare, ossia la ragione stessa nella sua tensione a trascendere la sfera della conoscenza empirica.
Le determinazioni del tempo secondo regole che costituiscono il raccordo fra intuizioni e categorie sono:
le intuizioni pure.
i concetti puri.
gli schemi trascendentali.
le idee della ragione.
Secondo Kant l'uomo non può conoscere:
i fenomeni.
la realtà in sé.
le leggi necessarie della natura.
le idee della ragione.